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I deportati

 

Armando Arcaro

Nel corso della Seconda Guerra Mondiale, nel periodo 1943-1945, cioè nel periodo successivo alla firma dell’armistizio dell’8 settembre 1943, circa 40.000 italiani furono strappati dalle loro case dai militi della Repubblica Sociale o dalle truppe tedesche di occupazione e deportati nei Lager che i nazisti avevano allestito in tutta Europa per l’eliminazione fisica di milioni di uomini, di donne e di bambini.
Dei 40.000 deportati italiani finora accertati, circa 8.000 furono gli ebrei e circa 30.000 i partigiani, gli antifascisti, i lavoratori discriminati: solo uno su dieci fece ritorno, mentre il 90% degli internati finirono i loro giorni annientati dalla macchina hitleriana dello sterminio. I principali campi di deportazione furono Auschwitz, Mauthausen, Buchenwald, Ravensbrück, Flossembürg, Dachau, ai quali si devono aggiungere i numerosi altri campi disseminati in tutta Europa, e al vertice del sistema concentrazionario nazista (che contava più di 10.000 campi, compresi i ghetti) vi erano i campi di sterminio. In Italia soltanto un campo, la Risiera di San Sabba, alla periferia di Trieste, aveva le caratteristiche dei Lager.
 

La medaglia d'onore conferita

dal Presidente della Repubblica

agli ex deportati nei Lager

nazisti dal 1943 al 1945

Angelo Colizza

Giuseppe Colizza

Michele D'Alfonso

 

Antonio D'Amore

Antonio Di Fruscia

Enrico Di Zazzo

Giacomo Di Zazzo

Giuseppe Di Zazzo

Alessandro Domenicano

Andrea Giangrande

Pietro Giangrande

Giacomo Lato

Antonio Longo

Filippo Longo

Pietro Mambro

Armando Miele

Gennaro Miele

Ernesto Monaco

Angelo Pariselli

 

 


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