Venerdì 6 Febbraio 2015

 

«Sarò al fianco dei cassinati nella battaglia per l'acqua pubblica»

 

L'intervista al sindaco di Rocca d'Evandro che ha licenziato un atto consiliare per   l'autoriduzione delle bollette Acea: «Vogliamo gestire direttamente le nostre risorse idriche. E' un nostro diritto»

 

IL SINDACO ANGELO MARROCCO NELLA NOSTRA REDAZIONE DI CASSINO

 

Cosi come la Città Martire, anche il vicino Comune casertano può contare su una propria sorgente «Ma Acea fa giungere la nostra acqua in altri Comuni, provocando danni alla rete e continui disservizi»

 

MARCO SELLONE
Cassino

Per alcuni una sorta di "rivoluzionario" dai modi gentili, per altri semplicemente un sindaco con gli attributi. Un primo cittadino, in ogni caso, da prendere ad esempio. E' il dottor Angelo Marrocco, sindaco di Rocca d'Evandro dal 2009, balzato agli onori delle cronache per aver licenziato, con il consenso unanime del consiglio comunale, un atto (questo sì rivoluzionario) con il quale si invita la cittadinanza a pagare le bollette Acea stornando la somma pretesa dall'azienda per i conguagli relativi al quinquennio 2006-2011.
«Innanzitutto - spiega Marrocco nell'intervista in esclusiva rilasciata ieri al nostro quotidiano - va detto che il nostro Comune rientra nell'Ambito territoriale ottimale 5 (Ato5) in deroga all'Ato2 di cui fanno parte invece gli altri comuni delle province di Caserta e Napoli. Viviamo, in sostanza, le stesse identiche situazioni problematiche (bollette esose, servizi di bassa qualità, scarsa trasparenza nelle fatturazioni) dei nostri "vicini" del cassinate. Ed infatti da dieci anni a questa parte, grazie anche alle iniziative del mio predecessore Carmine Domenicano, diversi sono stati i contenziosi avviati nei controntì di Acea, sia per i disservizi riguardanti la rete idrica (ahimè noti a tutti i cittadini delle periferie di Cassino) sia perché l'azienda, da lungo tempo, riscuote i canoni per il servizio di fognatura e depurazione (nonostante la rete fognaria sia gestita direttamente dal nostro comune) senza "girare" alla nostra municipalità il becco di un quattrino.

 

IL PUNTO «Si guardi a quanto fatto dai sindaci di San Pietro Infine e Mignano dove il Comune ha in mano sia la rete che il servizio idrico»

 

Ed è così che abbiamo deciso di non corrispondere alla società romana il quantum dovuto per i servizi idrici e fognali degli immobili ad uso pubblico (municipio, scuole, uffici e così via). Per quanto questa compensazione sia comunque a nostro svantaggio, abbiamo ritenuto più che opportuno risparmiarci" questo ulteriore esborso che sarebbe andato a gravare, ovviamente, sulle casse del nostro Comune. Questo - ha poi fatto notare il sindaco Marrocco - per dire che la nostra lotta in difesa dei cittadini e dell'acqua pubblica, parte da lontano, e non certo si è esaurita, né è culminata, nell'atto sull'autoriduzione delle bollette licenziato dalla massima assise civica il 19 gennaio scorso. Riteniamo - ha ricordato il sindaco tornando su quest' ultimo punto -, che sia assolutamente inaccettabile ed illegittima qualunque richiesta di pagamento dei conguagli 2006-2011 inoltrata da Acea ai nostri 3400 residenti. Non possono certo immaginare di poter "spalmare" sugli utenti del nostro territorio i disavanzi frutto di una gestione poco oculata delle nostre, sottolineo nostre, risorse. Noi siamo determinati ad andare fino in fondo a questa storia, nella convinzione che sia necessario ribellarsi a questa gestione della cosa pubblica che danneggia i nostri contribuenti. L'obiettivo è sostanzialmente uno: essere autosufficienti ed indipendenti rispetto a chiunque sull'acqua e sui servizi essenziali.

 

Il 19 gennaio scorso il consiglio comunale di Rocca d'Evandro ha votato un atto attraverso il quale si invita la cittadinanza a stornare dalle bollette i conguagli 2006-2011

 

Nel territorio a sud di Cassino poi, gli esempi da seguire ci sono già. Mignano Monte Lungo e San Pietro Infine ad esempio, gestiscono in proprio l'intera rete idrica ed i pozzi di proprietà comunale. Anche noi cittadini di Rocca d'Evandro, come tutti i cassinati d'altronde, vogliamo che l'acqua proveniente delle nostre sorgenti di località Zappatina, possa essere gestita a livello comunale. Ed invece Acea fa giungere le nostre acque fino a San Giorgio a Liri, Sant'Apollinare e Sant'Ambrogio. Ma l'infrastruttura, acquistata con fondi pubblici destinati alla nostra comunità, non è in grado ovviamente di sostenere, per estensione e portata, il volume richiesto per soddisfare il fabbisogno degli utenti di questi tre Comuni. Ed inevitabilmente, le rotture degli impianti e i disservizi causati, sono molto più frequenti. Riportare in capo ai Comuni il servizio idrico, è una priorità assoluta. Vogliamo che le famiglie vessate in questi anni da Acea possano liberarsi da questo giogo. Punto e basta». Poi nei passaggi conclusivi dell'intervista, Angelo Marrocco ha fatto riferimento all'incontro che si è tenuto ieri con l'esponente dei Carc in consiglio Vincenzo Durante: «II faccia a faccia con il consigliere cassinate è stato molto proficuo ed interessante - ha commentato il sindaco di Rocca d'Evandro -. Abbiamo condiviso informazioni e stabilito una serie di strategie per condurre, ove possibile, una battaglia comune per veder finalmente trionfare i diritti dei cittadini sugli interessi economici di Acea. Prenderò parte - ha poi concluso - al fianco degli amici di Cassino e del cassinate, alle prossime iniziative del comitato "Acqua nostra - No Acea", nell'assoluta certezza che l'unione, mai come in questo caso, possa fare la forza». La battaglia per i beni comuni è appena cominciata. Per fortuna.
 

 

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